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L’attacco DDoS a Pokémon GO del team PoodleCorp annullato a causa di un attacco hacker

GugliElmo da parte di GugliElmo
08/08/2016
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Potrà sembrare un fatto alquanto curioso se non proprio assurdo, ma si tratta della reale esposizione dei fatti: il team di hacker PoodleCorp, conosciuto online per attacchi di piccolo calibro come il defacciamento di account YouTube di alcune webstar, ha subito a sua volta un attacco hacker da parte di LeakedSource, il noto database online di informazioni riguardanti persone, username e profili digitali.

LeakedSource era infatti venuto a conoscenza di numerose informazioni riguardanti la botnet sulla quale il team PoodleCorp basava i propri attacchi DDoS, vanificando l’operazione che avevano in mente di eseguire per il 1 agosto contro i server di Pokémon GO – dopo il riuscito attacco attuato qualche settimana prima sempre contro lo stesso obiettivo.

Siete pronti per scoprire come si sono svolti i fatti?

Chi è PoodleCorp

Non sempre le storie di hacker hanno un finale amaro: questa volta infatti l’emergente team PoodleCorp, ha trovato un osso molto più duro da mordere di quanto fossero resistenti i propri denti; di conseguenza non soltanto l’attacco nei confronti dei server di Pokémon GO, programmato per il 1 agosto, è stato annullato, ma lo stesso team ha visto la propria rete botnet smantellata ed i dati relativi alle proprie identità reali trafugate, le quali molto probabilmente verranno consegnate alle autorità competenti.

Attaccare un colosso del web come LeakedSource non è stata molto probabilmente un’idea dettata dalla saggezza o dall’esperienza, anche perchè si tratta proprio di ciò di cui il team PoodleCorp difetta maggiormente: nato da poco tempo, si è guadagnato una certa fama come squadra di hacker defacciando canali YouTube di webstar – anche se è assurto agli onori della cronaca attaccando i server di Pokémon GO il 16 luglio scorso.

Si tratta di una strategia consolidata: dopo il successo conseguito dal team OurMine che aveva attaccato tramite DDoS i server di Telegram e successivamente altre piattaforme sociali, per poi diventare un servizio di consulenza di sicurezza informatica, sono molti i piccoli team che tentano di sfondare nello stesso settore. Per PoodleCorp l’attacco a Pokémon GO aveva fatto guadagnare molta visibilità tanto che due giorni dopo, il 18 luglio, aveva annunciato un secondo attacco DDoS previsto per il 1 agosto.

L’attacco però non aveva avuto luogo ed i server di Pokémon GO non avevano riscontrato problemi: a fare luce sull’accaduto è stato lo stesso staff di LeakedSource, che ha spiegato che i server stessi del team PoodleCorp erano stati hackerati da una fonte sconosciuta, che ha fornito il materiale trafugato al database di LeakedSource; tale fonte, anche se non affiliata al team, aveva comunque accesso root al server in cui la botnet era ospitata.

LeakedSource 2 – PoodleCorp 0

Stando a quanto riporta Softpedia insieme a LeakedSource, il team PoodleCorp era composto da dilettanti che affittavano la propria botnet per guadagno (un’attività che in totale aveva fruttato 335$ tramite PayPal); analizzando la lista di pagamenti LeakedSource è riuscita a risalire ad un’identità reale e ad un indirizzo email, probabilmente lo stesso della persona che aveva creato la botnet e organizzato il sistema di affitto. Nel database trafugato erano infatti presenti informazioni sulla cronologia dei pagamenti, ticket di supporto, dati di login, e così via.

Naturalmente l’annullamento dell’attacco aveva alterato i componenti del team, che avevano deciso di attaccare tramite DDoS i server di LeakedSource: una mossa non particolarmente saggia in quanto l’attacco ha permesso di ottenere ulteriori informazioni sui componenti del team, dei quali ben 3 sono stati identificati e verranno successivamente segnalati alla polizia. Il sistema di DDoS non è stato poi particolarmente efficace, dato che l’operazione è durata in totale 45 minuti e 9 secondi, con una potenza troppo scarsa per poter impensierire la stabilità dei server di LeakedSource.

Scopri QUI come e perchè Telegram è stato attaccato in Iran, e quali sono i pericoli che corre la piattaforma!

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GugliElmo

GugliElmo

Classe '95, appassionato di Android e tecnologia mobile, ho una laurea in Relazioni Internazionali e un master in Editoria Cartacea e Digitale.

Gestisco AppElmo.com dal 2013: la mia più grande soddisfazione.

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