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Commento: Telegram 9.6, a cosa servono le cartelle condivise?

GugliElmo da parte di GugliElmo
26/06/2023
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Telegram cerca di rendersi più social possibile, senza tuttavia affrontare il vero problema che ancora oggi restringe la sua portata come ecosistema sociale. Con l’aggiornamento a Telegram 9.6, l’applicazione ha infatti introdotto le “cartelle condivisibili”, le quali risolvono solo limitatamente l’assenza di un motore di ricerca interno che permetta di scoprire contenuti in forma organica e centralizzata. In questo Commento a Telegram 9.6 affronteremo tutte le problematiche di questa funzione, analizzando contemporaneamente anche le altre novità – come i web bot, che non sarebbe male vedere in azione nel mondo reale, o gli sfondi personalizzati.

Siete pronti per scoprire tutte le novità di Telegram 9.6, e ciò che ne pensiamo?

TUTTE LE NOVITÀ DI TELEGRAM 9.6

CARTELLE CONDIVISE

Telegram si avvicina sempre di più a quello che immaginiamo (o, meglio, speriamo) sarà un vero punto di svolta: la versione a due cifre. Se poteste scrivere una lettera a Pavel Durov, amministratore delegato dell’applicazione, quale novità gli chiedereste in occasione del lancio di Telegram 10? Potete raccontarcelo nella sezione commenti del nostro canale Telegram; noi, invece, ve lo scriviamo qui.

Quello che vogliamo per Telegram 10 è un motore di ricerca interno a Telegram. Lo sappiamo: detto così sembra di chiedere la Luna. Riflettiamoci un attimo: quando eseguite una ricerca nell’app, i risultati che vi vengono mostrati sono relativi unicamente a quei canali, profili o conversazioni che possiedono un’identità 1:1 con la chiave di ricerca. Allo stato attuale delle cose, un profilo di qualità può emergere solo portando traffico dall’esterno; se Telegram vuole rimanere competitiva, dovrà dunque risolvere questo problema creando un motore di ricerca interno, funzionante e funzionale – specialmente in un momento in cui app come Instagram e WhatsApp stanno lanciando le loro alternative ai canali Telegram.

Nell’attesa di quel momento, tuttavia, ci dobbiamo accontentare delle cartelle condivise: una funzionalità simpatica, intrigante sotto certi punti di vista, ma che all’atto pratico non si capisce a chi sia destinata.

Le cartelle sono state introdotte con il lontano aggiornamento a Telegram 6.0: a lungo sospirate, permisero finalmente di mettere ordine nel marasma che inevitabilmente si viene a creare quando si utilizza un account Telegram in maniera attiva – ossia, iscrivendosi a gruppi, seguendo canali, eccetera – per un discreto periodo di tempo.

Telegram 9.6 segna una fase successiva delle cartelle, che diventano condivisibili: praticamente, una volta creata una cartella, sarà sufficiente eseguire un tap prolungato sulla stessa per aprire un menu a tendina; da qui, troverete la voce “Condividi”, che permetterà di condividere la cartella utilizzando un link d’invito. Prima di procedere con la condivisione, sarà possibile scegliere quali elementi della cartella includere tra le conversazioni (canali, chat, bot…). Il link lo trovate poi anche all’interno del percorso Menu laterale > “Cartelle chat”, e da qui proseguendo all’interno della cartella condivisa. Se l’amministratore delle cartelle aggiungerà altre chat alla raccolta, queste saranno visibili attraverso una notifica nella cartella stessa.

Torniamo però al punto di partenza: a chi sono destinate le cartelle condivise? Noi crediamo che ci siano due tipologie di utilizzatori che le troveranno particolarmente utili:

  • i network interni a Telegram, che possono così promuovere tutti i canali e le chat associate usando un solo link;
  • i gruppi spam, che potranno infiltrarsi in canali e gruppi molto più facilmente che in passato.

Ed è proprio a quest’ultima categoria che guardiamo con maggiore apprensione. Nonostante Telegram abbia implementato diverse protezioni passive allo spam sulla piattaforma (come la modalità anti-spam all’interno dei gruppi), la presenza di profili fasulli rimane un problema. Che le cartelle condivise potrebbero acuire.


SFONDI PERSONALIZZATI

Telegram 9.6 pensa però anche alle conversazioni private. Gli utenti potranno infatti impostare uno sfondo personalizzato per ogni conversazione – sarà sufficiente cliccare sul menu a tendina, poi su “Imposta sfondo”, dopodiché scegliere un’immagine dalla galleria.


Tra le novità di questa versione, c’è la possibilità di optare per una sfocatura dello sfondo o aggiungere un falso senso di prospettiva (seguendo i movimenti dello schermo tramite il giroscopio dello smartphone, lo sfondo sembrerà ruotare). Inoltre, visualizzando in anteprima la modalità notte (cliccando sulla piccola luna posta in alto a destra della schermata), si potrà scegliere il livello di luminosità dello sfondo.

Si tratta del completamento di un percorso di personalizzazione delle chat iniziato con i temi: novità poco eclatanti di per sé, ma che rendono più piacevole usare l’app nella vita di tutti i giorni. Se poi il diavolo sta nei dettagli, va detto che su Telegram non ce n’è traccia, grazie al livello di precisione del team di sviluppo dell’app.


I WEB BOT MIGLIORATI

Benché Telegram continui a crescere sul piano dei MAU (monthly-active-users, ossia gli utenti attivi al mese), non si nota una crescita proporzionale sul lato commerciale. Non parliamo dei canali Telegram, che ultimamente sono entrati a fare parte in maniera più decisa degli strumenti usati da media ed editori, complice forse anche la crisi di Twitter.

No: la scarsa attrattività di Telegram da parte del pubblico business si traduce in un deserto digitale le cui vittime sono proprio i bot. Vi ricordate dei web bot? L’applicazione ha introdotto le sue web app con Telegram 8.7, più di un anno fa – e sulla carta si prospettava essere una vera rivoluzione: bot che, grazie a un’iniezione di codice Javascript, possono vantare un’interfaccia di gran lunga più elaborata, più facile da usare e quindi più vicina alle esigenze di una clientela più casual.

I web bot di Telegram

Qual è il problema dei web bot? Innanzitutto, sono davvero poco utilizzati. Il trend degli ultimi anni vede le aziende affidarsi ad applicazioni proprietarie, più malleabili dal punto di vista del codice e della disponibilità – citando nuovamente l’esempio di Twitter, i social si sono dimostrati inaffidabili e non è dunque saggio affidare loro i canali di vendita.

Secondariamente, Telegram ha compiuto diversi errori di comunicazione che hanno istantaneamente affievolito la portata dei web bot: all’epoca della loro presentazione, si puntò molto sulla possibilità per i web bot di integrarsi all’interno della scheda degli allegati – peccato che l’esclusività di questa funzione fosse doppia, ossia riservata ai soli abbonati alla Telegram Ad Platform, il cui costo si aggira su diversi milioni di euro. La stessa TAP ha diverse limitazioni: non è utilizzabile dalle catene dei fast food, per esempio, quindi lo stesso bot che Telegram usa quale esempio per illustrare le funzionalità dei web bot (@durgerkingbot) è, in altre parole, fasullo.

Ci soffermeremo quindi molto poco sulle novità di Telegram 9.6 relative ai web bot: certo, la loro portata è notevole, in quanto col nuovo aggiornamento è possibile raggiungere le funzionalità interne al bot tramite link di collegamento (a.e.: https://t.me/dugerkingbot/menu), e supportano un utilizzo in simultanea (ottimo per i gruppi). Insomma: i web bot sono uno strumento fantastico, ma conserviamo l’eccitazione per la prima prova sul campo.


USERNAME PER BOT

Tramite la controversa piattaforma Fragment, ora è possibile acquistare username da assegnare ai propri bot. Il vantaggio di questa opzione è di ottenere un bot privo di suffisso “-bot”, rendendolo dunque più somigliante a un utente umano. Il problema, tuttavia, è il costo dell’operazione: secondo quanto riportato dal canale Telegram Info, il costo dell’acquisto della “possibilità” di assegnare un username al proprio bot è di 5.000TON (TON è la valuta interna a Fragment) che, stando al cambio, corrisponde a 10.000€.

L’acquisto riguarda solo questa disponibilità all’utilizzo: l’username per il bot dovrà essere comprato a parte.

Meglio non commentare.


MODIFICHE ACCESSORIE

Telegram 9.6 si compone anche di tante modifiche minori, che vale tuttavia la pena di menzionare in questo rapido elenco:

  • orario di visualizzazione nei Topic: nelle conversazioni di gruppo con meno di 100 membri e che abbiano la funzionalità “Topic” attiva, sarà possibile visualizzare l’orario di lettura dei messaggi da parte dei membri del gruppo;
  • scorrimento rapido degli allegati: a partire da Telegram 9.6, la schermata degli allegati scorre tanto velocemente quanto quella dei media condivisi;
  • invio rapido: se è possibile visualizzare l’ultimo accesso di un contatto, basterà effettuare un tap prolungato sul pulsante di invio per selezionare l’opzione “Invia quando in linea”;
  • creazione intelligente: è possibile creare gruppi senza aggiungere membri.

VALUTAZIONE

Telegram 9.6 ci porta… dove, esattamente? Ogni aggiornamento di Telegram è infatti un percorso emozionale – l’app è oggi una delle poche, se non l’unica a trattare gli aggiornamenti della piattaforma con una tale enfasi e dedizione. Questo ci porta a considerare ogni novità separatamente, ed è poi il motivo per cui abbiamo avviato questa rubrica mensile. Dunque, ci domandiamo dove Telegram 9.6 sia diretto: oltre alle novità estetiche, di scarsa portata ma comunque piacevoli, c’è ben poco di cui gioire – le cartelle condivise non ci entusiasmano; escluse queste, rimane poco. Paradossalmente, apprezziamo di più la possibilità di creare un gruppo senza dover aggiungere membri inizialmente.

Il nostro voto dunque è un 6,5. Si può fare di meglio, molto meglio.

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GugliElmo

Classe '95, appassionato di Android e tecnologia mobile, ho una laurea in Relazioni Internazionali e un master in Editoria Cartacea e Digitale.

Gestisco AppElmo.com dal 2013: la mia più grande soddisfazione.

Mi trovate nel mio canale Telegram, oppure potete scrivermi una mail a guglielmo@appelmo.com.

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