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Rai TV, una vergogna italiana – EDIToriale

GugliElmo da parte di GugliElmo
09/02/2019
in Editoriali
0
38
VIÙS
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A meno di una settimana di distanza dal Festival di San Remo, che ogni anno tutti si rifiutano di guardare, ma che puntualmente realizza il 79% di share, ritengo di poter fare la summa di quella che è stata la mia esperienza personale con una realtà con cui non ero mai venuto a contatto; e non sto assolutamente parlando del mondo della musica italiana, ambiente su cui mi tengo già abbastanza aggiornato seguendo la pagina Facebook di Gianni Morandi. Mi sto riferendo alla terribile ed agghiacciante applicazione che la Rai ha pubblicato sul Play Store, e di cui evidentemente non si vergogna affatto.

Ma dovrebbe, eccome, specialmente se paragoniamo Rai TV alle app sviluppate da emittenti come BBC, CNN, NBC o ABC. In questo EDIToriale esaminerò ogni aspetto dell’app Rai TV, per dimostrare l’assoluta disapprovazione che ogni utente Android dovrebbe riservarle; poichè, e ci tengo a sottolinearlo, si tratta comunque di un prodotto che avete contribuito economicamente a sviluppare, attraverso il pagamento del canone Rai – e non solo.

Cos’è Rai TV

Rai TV app 3

Rai TV è l’app ufficiale che la Rai mette a disposizione di ogni utente Android, gratuitamente, sul Play Store. Rai TV si rivolge ad una vasta cerchia d’utenti per via delle numerose funzionalità: diretta streaming dei programmi televisivi di Rai 2, Rai 2, Rai 3, Rai 5, Rai Premium, Rai Yoyo e Rai Gulp; riproduzione di serie tv, talk show, fiction e cartoni animati; photogallery di eventi particolarmente importanti, come il backstage di San Remo; ed infine il servizio Rai Tu, che permette di condividere sui propri social network la trasmissione desiderata, commentando su Facebook o su Twitter a proposito dei contenuti o delle tematiche trattate.

Dopo questa esposizione delle principali funzionalità di Rai TV, ora procederò ad una disamina dei principali problemi che quest’applicazione, se possiamo definirla tale, presenta e continua a presentare.

1) Blocchi improvvisi

Rai TV app 12
Ouch!

Molti di voi si ricorderanno, quando ancora l’app di Facebook era di gran lunga peggiore della sua controparte web, delle continue difficoltà che si incontravano nel caricamento dei video: blocchi improvvisi, lag, immagini che si capovolgevano e rimanevano fisse, tagliate a metà, mentre l’audio continuava imperterrito nella sua riproduzione. In buona sostanza è la stessa situazione, a distanza di anni, che possiamo riscontrare in Rai TV: l’app infatti, nonostante una generale velocità nel caricamento delle schermate (non avendo nulla di graficamente pesante da caricare, risulterebbe strano il contrario), durante la riproduzione dei contenuti video. Crash totali dell’applicazione, interruzione dell’audio, caricamento costante ed infinito delle immagini: comprensibili per la creazione di uno sviluppatore indie, molto meno per la televisione di Stato.


2) Pubblicità ovunque

Rai TV app
Spot prima di ogni video…

Una delle più grandi critiche rivolte alla Rai da parte dei suoi detrattori è rappresentata dalla necessità di dover pagare un canone (che si qualifica come una vera e propria tassa si possesso di un qualsiasi apparecchio elettronico atto a ricevere il segnale TV), a fronte della presenza di intervalli pubblicitari di numero pari, se non superiore, alle altre emittenti private.

Rai TV app
… pubblicità a tutto schermo…

Probabilmente, all’interno degli uffici dell’emittente di Stato, nel momento in cui venne presa la decisione di sviluppare Rai TV, si pensò che non fosse giusto che i normali cittadini fossero costretti a prendere visione di ore e ore di ininterrotta e ripetitiva pubblicità per poter vedere la fine di un film o dell’ultima puntata di Don Matteo, e che gli utenti Android se la cavassero a buon mercato: da qui la brillante idea di riempire l’app di banner pubblicitari, invadenti come non mai.

Rai TV app 6
… e banner a fondo schermo!

Non solo piccole unità pubblicitarie sul bordo inferiore, ma schermate intere, ed addirittura spot dalla durata variabile (ma comunque mai inferiore ai 15 secondi) prima di ogni video. Nemmeno il peggior Music Downloader cinese sarebbe potuto arrivare a tanto, ma, d’altra parte, dobbiamo metterci nei panni della Rai: in che modo potrebbe altrimenti pagare i 4 milioni di euro destinati alle serate di Benigni sui Dieci Comandamenti?


3) Grafica paleolitica

Rai TV app 8
Material Design? Si mangia?

Chi segue da tempo le principali novità del mondo Android avrà certamente notato la variazione di stile grafico, dal tema Holo al Material Design, che viene atteso con grande impazienza dalla maggior parte degli utenti, insieme, ovviamente, ad Android 5.0.

Rai TV app 4
Notate le rifiniture di pregio!

Ebbene, la suddetta categoria di persone, ma anche chiunque possegga un normale senso dell’estetica, non potrà che rimanere inorridito dalla povertà del design dell’app Rai TV: pulsanti squadrati, colori spenti e monotoni, nonchè assenza totale di menu a scorrimento o a tendina! L’unica barra che consenta di navigare tra le sezioni dell’applicazione possiede lo stesso stile grafico delle prime app apparse sull’Android Market, e il layout sembra essere stato concepito da uno sviluppatore afghano in qualche buia ed umida cantina di Herat, dato che il blu predomina in ogni angolo dell’app.

Nessuna rifinitura, nessun angolo smussato, nessun Material Design, soltanto una percezione della moda ripugnante.

4) San Remo? È già iniziato?

Rai TV app
Perchè San Remo è San Remo! O no?

Molti utenti probabilmente sono venuti a contatto con Rai TV in seguito al Festival di San Remo, che ha prodotto nelle migliaia di spettatori una necessità sopita negli altri periodi dell’anno: il televoto – non che io abbia mai speso una moneta per esprimere il mio giudizio riguardo una canzone, ma mi incuriosiva sapere come sarebbe stata implementato un sistema di votazione a pagamento all’interno di un’app. Col senno di poi, posso rispondermi da solo: male, ovviamente.

Rai TV app 14
Pubblicità Progresso

Non è stato nemmeno rilasciato un aggiornamento: tutto ciò che in Rai TV hanno pensato di fare in occasione del Festival, è stato un banner del tutto simile, in dimensioni ed aspetto, a quelli pubblicitari. Cliccando sull’immagine non si accedeva ad una sezione dell’applicazione in cui, tramite immissione dei dati della carta di credito o scalando dal proprio credito telefonico (un’integrazione con Google Wallet, lo ammetto, sarebbe pura utopia), era possibile procedere alla votazione; si veniva invece collegati ad una pagina web nella quale inserire il numero telefonico su cui addebitare il costo del servizio. Un banalissimo collegamento.

E, vorrei sottolinearlo, a distanza di giorni dalla fine del Festival, il banner risulta essere ancora presente in bella vista nella schermata principale.


Rai TV vs The World

Rai TV app 11
Android 5.0!

Se proviamo a prendere in considerazione le applicazioni delle altre testate televisive italiane, tra cui quelle del gruppi Mediaset e La7, notiamo una notevole uniformità nelle valutazioni: nessuna, ad eccezione dell’app del TG5, riesce a raggiungere la media del 4,0. Ma se allarghiamo il nostro orizzonte, cosa troviamo?

Rai TV app 10
Hai perfettamente ragione, Salvatore!

Una distesa sconfinata di app sviluppate con professionalità: l’applicazione della BBC è addirittura raccomandata da Google (nell’ultimo aggiornamento è stato introdotto il supporto ad Android 5.0), mentre quelle della NBC, della ABC, della CNN raccolgono generosissime votazioni, anche da parte di utenti italiani che non si riservano di redarguire gli sviluppatori nostrani.

Conclusione

Rai TV app 15
Diretta? Almeno cinque minuti di differenza

Cosa possiamo dedurne, in definitiva? Che i soldi dei contribuenti non vengono certamente spesi al meglio: se infatti il mio ultimo desiderio è lasciarmi coinvolgere dalle (legittime, peraltro) infinite polemiche sulla gestione dei fondi della Rai, non posso fare a meno di constatare l’assoluto squallore in cui l’app stessa versa, a fronte dei budget milionari che conduttori e presentatori televisivi ricevono, totalmente sproporzionati rispetto al lavoro svolto.

Siamo davvero sicuri che, tra quei famosi quattro milioni di euro che Benigni ricevette per le serate sui Dieci Comandamenti, qualche migliaio di euro non potesse essere destinati allo sviluppo di un’applicazione decente e, soprattutto, portabandiera della televisione di Stato agli occhi di tutti gli utenti Android?

Ma, come ogni buona produzione italiana che si rispetti (a partire, e mi dispiace terribilmente dirlo, dalle ormai tristemente famose fotografie dell’EXPO 2015), l’unico nostro tratto distintivo dev’essere la ridicolaggine della forma e l’arretratezza rispetto alle nuove tecnologie.

Se volete dire la vostra o contattarmi privatamente, potete lasciare un commento qui sotto oppure scrivermi a guglielmo@appelmo.com o a @guglielmocrottibot.

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Classe '95, appassionato di Android e tecnologia mobile, ho una laurea in Relazioni Internazionali e un master in Editoria Cartacea e Digitale.

Gestisco AppElmo.com dal 2013: la mia più grande soddisfazione.

Mi trovate nel mio canale Telegram, oppure potete scrivermi una mail a guglielmo@appelmo.com.

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